In edicola il nuovo Listino degli Immobili di Bergamo

E’ in edicola la 23esima edizione de “Il Listino degli Immobili di Bergamo e provincia”. La pubblicazione, stampata in 8 mila copie, offre un quadro completo sull’andamento del mercato, dando tutte le quotazioni per la compravendita e la locazione di appartamenti, box, uffici, negozi e capannoni della città e dell’intera provincia. La nuova edizione contiene le rilevazioni di tutti i paesi della Bergamasca. Le quotazioni in città sono suddivise per ogni via e quartiere, con 37 zone di rilevazione e relative mappe.
La pubblicazione è curata dai mediatori immobiliari di Fimaa-Ascom, con la collaborazione di Adiconsum, Appe, Collegio dei geometri e geometri laureati di Bergamo e Collegio Notarile di Bergamo; e con il patrocinio di Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo, Camera di Commercio di Bergamo, Università degli Studi di Bergamo. I dati raccolti per il bollettino sono aggiornati a settembre 2017 .Oltre ai dati, esposti in maniera semplice e di chiara, chi è interessato a vendere, acquistare o affittare un immobile può trovare informazioni e approfondimenti su come affrontare al meglio la compravendita. A cura dell’Adiconsum si trova infatti una “Guida alle compravendite immobiliari e al comprare casa”, mentre il Collegio dei geometri e geometri laureati di Bergamo illustra il tema della superficie commerciale e dei coefficienti per la valutazione, il Collegio Notarile di Bergamo chiarisce le imposte sull’acquisto della casa e il Comitato scientifico del Listino dei prezzi degli immobili offre un repertorio degli usi e delle le consuetudini nelle compravendite immobiliari e uno spaccato sugli ultimi dieci anni di quotazioni a Bergamo. Il Listino è in vendita al prezzo di 18 euro.

Il focus sul mercato immobiliare di città e provincia

Torna la voglia di acquistare casa, complice anche il momento favorevole sia per offerta del mercato che per le condizioni di accesso a mutui. Il nuovo Listino evidenzia che in città e in provincia il numero delle transazioni immobiliari residenziali aumenta del 19%. Si rileva un aumento significativo nel numero delle transazioni, in crescita ormai da due anni, facilitato dall’accesso ai mutui casa con tassi mai così bassi come in questo periodo. Il mercato immobiliare residenziale è positivo anche nel comparto delle locazioni, con un exploit di richiesta per il canone agevolato con cedolare secca al 10%. Gli affitti crescono in città, mentre diminuiscono leggermente in provincia. In città il canone medio di mono/bilo arredati va dai 500 euro al mese ai 650 per area centrale e di pregio, ai 700 euro in Città Alta e centralissimo. In provincia i canoni vanno dai 400 ai 550 euro mensili.

Quanto alle aree, non mancano crescite significative di alcuni quartieri, come l’area attorno all’ospedale Papa Giovanni XXIII che prende sempre più quota:“Sono cresciute del 132 % le compravendite nella zona attorno al nuovo ospedale e al Villaggio degli Sposi, un’area della città sempre più apprezzata come quartiere residenziale e non troppo lontano dal centro cittadino- sottolinea Oscar Caironi, presidente provinciale di Fimaa- Federazione Italiana Mediatori e Agenti d’affari-. In Città Alta sono raddoppiate le vendite, in particolare di immobili di pregio. Prevalgono gli investimenti in un’area dalla forte destinazione turistica, destinata anche ad ulteriori sviluppi grazie al riconoscimento delle Mura tra i siti Unesco. Anche i bergamaschi tornano però ad apprezzare il borgo storico e a sceglierlo per viverci”. La città, in particolare il centro, non perde il suo appeal con un incremento del 65% delle compravendite: “Sono sempre apprezzati tra i quartieri la Conca Fiorita, la zona attorno allo stadio, in particolare il quartiere Finardi, e tutta l’area di Valtesse”. In provincia il Lago d’Iseo è in grande fermento e l’effetto Christo è arrivato alle compravendite, oltre al boom di turisti stranieri di ritorno dopo la passerella Floating Piers. “Continuano ad incrementare le richieste non solo di seconde case, ma sono sempre più gli stranieri a pensare di trasferirsi sul Sebino. Sarnico e Lovere guidano le compravendite. Ma a crescere maggiormente è il centro di Riva di Solto. Complice la comodità dell’aeroporto, hanno scelto di prendere casa in riva al lago d’Iseo soprattutto inglesi, olandesi, tedeschi e scandinavi ” sottolinea Caironi. Anche l’Alta Val Seriana, in particolare Castione della Presolana, con Dorga e Bratto, torna ad essere una meta apprezzata per le vacanze. “La villeggiatura è in crescita, così come le compravendite, che segnano un +30%”. In crescita anche il numero delle compravendite nei paesi della cintura della città: “Stezzano cresce del 60% . Spiccano anche Ponte San Pietro con +67% , Dalmine +53%. Alzano Lombardo +35% – spiega Carlo Baretti, vicepresidente provinciale Fimaa, coordinatore del Comitato Raccolta Dati per la provincia.
Quanto alla scelta della casa, i bergamaschi si stanno orientando sempre più su metrature ampie e su case ad alto risparmio energetico o quanto meno con standard al passo coi tempi: “Il 40 per cento delle compravendite perfezionate interessa appartamenti con una superficie da 100 a 125 metri quadri- continua Caironi-. Se per anni il mercato è stato trainato dalle vendite di bilocali, i classici immobili da investimento, oggi i bergamaschi cercano case più grandi, dal trilocale al quadrilocale, e ad alta classificazione energetica. Sono le famiglie a cercare casa e ad orientare le loro scelte su classi energetiche elevate”.

Quanto ai prezzi più significativi in città Via Finardi si attesta sui 3.300 euro al mq (in linea con lo scorso anno); la cifra sale a 4.000 euro mq in Via XX Settembre (in calo rispetto ai 4.300 euro del 2016) , a 4500 in Viale Vittorio Emanuele e a 5.500 in Città Alta (in calo rispetto ai 5.800 dell’anno scorso).

Box: transazioni basse e quotazioni in diminuzione

I dati evidenziano un rallentamento del mercato e un’ulteriore diminuzione dei prezzi, che sembrano avviarsi verso una stabilizzazione. Il prezzo di compravendita è sceso del 1,8%. Il prezzo medio più alto per un box a Bergamo è in Città alta (80mila euro), mentre in provincia costa 23mila euro nelle zone di Lovere centro (escluso il lungolago) e a 22.500 euro a Sarnico e Clusone.
In diminuzione i valori degli affitti dei box che, per effetto della crisi, per molti resta un lusso anche a fronte di un parco auto che sta invecchiando. Il canone di locazione è sceso del 2%.

Negozi: deboli le compravendite

La crisi spinge ad una diminuzione dei prezzi di compravendita in provincia con un calo del 2,2% . In lieve calo anche il canone di locazione, in città del 0,5% e in provincia del 3%. Dopo due anni di aspettative di ripresa con riduzioni meno marcate, tornano a registrarsi riduzioni dei prezzi e richieste di rinegoziazioni dei canoni. Il mercato resta, comunque, movimentato dalla domanda per negozi nuovi e di pregio commerciale (localizzati nelle aree primarie sempre più ristrette del centro storico e nei centri commerciali) e dalle ubicazioni di elevata visibilità poste sulle arterie principali. Sempre in crescita la desertificazione commerciale nelle zone malservite per mobilità e parcheggi, le ubicazioni secondarie scontano anche la riduzione della domanda per attività etniche.

Uffici: giù transazioni, prezzi e canoni

Per il mercato direzionale, l’anno appena trascorso conferma e amplifica la tendenza degli ultimi anni con riduzioni che restano marcate. La domanda si è mantenuta esile a fronte di un’offerta crescente di spazi che non riesce ad essere collocata sul mercato. Si consolida ormai da 9 anni il calo dei prezzi di compravendita (-1,2% in città e -2,8% in provincia), che prosegue più marcato in provincia rispetto alla città, soprattutto nelle aree del territorio a forte vocazione industriale. Insignificanti le transazioni in un mercato che resta fermo .Calano i canoni di locazione (-2% in città e -4,5% fuori) soprattutto in provincia. Anche in città l’eccesso di offerta si traduce in una diminuzione degli affitti che avevano raggiunto livelli molto elevati. La bassa qualità degli immobili offerti in locazione riduce l’appetibilità per il trasferimento di imprese e professionisti.

Il mercato regge per l’offerta di uffici di alta qualità, che resta molto ambita da imprese desiderose di una nuova localizzazione. Si tratta però di una domanda limitata e molto selettiva. La domanda di uffici resta comunque molto rarefatta. I tempi medi di vendita e di locazione superano l’anno mentre lo sconto sul prezzo richiesto risulta significativo e arriva a toccare il 20%.

Capannoni: stabili i prezzi e leggera ripresa delle transazioni

Il mercato degli immobili industriali pare in leggera ripresa. La domanda si conferma comunque debole rispetto a una decina di anni fa e l’offerta eccede e non risponde alle reale esigenze del mercato. La riduzione è più marcata per i capannoni usati, per la mancata conformità e perché la maggior parte di essi non risponde ai requisiti di sicurezza. Qualcosa si muove nel mercato delle strutture medio piccole, sotto i mille mq. Le superfici medio grandi superfici non rispondono alle esigenze del mercato, così le aziende preferiscono cercare terreni su cui edificare nuove strutture adeguate alle loro esigenze. La nuova tendenza è la costruzione di capannoni in acciaio, edifici alti 10-12 metri, costruiti secondo le regole antisismiche, con aree esterne per carico e scarico per la circolazione di autoarticolati. Le aree ambite che alimentano la domanda nel settore sono quelle prossime ai raccordi stradali, autostradali, all’aeroporto e le posizioni su strade di grande scorrimento. I prezzi di compravendita sono calati del 0,2% e i canoni di locazione dello 0,1%.

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